È impossibile non lasciarsi affascinare dalla più piccola regione italiana, incastonata tra le vette più alte d’Europa (i cosiddetti “4 quattromila”). Ecco cosa vedere, cosa mangiare e soprattutto cosa bere in Valle d’Aosta. Qui, il viaggio, a volte, ha l’aspetto di un reblec d’alpeggio (formaggio fresco tradizionale) o di miele di tarassaco, altre di un pastore che racconta storie di vita montana, o di un artigiano che tesse sapientemente un drap (tessuto rustico di lana filata lavorata su antichi telai).

Oltre ai prodotti tipici gustosi e genuini, a colpire sono le atmosfere alpine che prendono vita nelle accoglienti baite, con preziose boiserie, circondate da crinali ammantati di luce. E poi calde fondute, chiacchiere e risate in compagnia. Essenze legnose di arredi in massello che emanano note ambrate calde e sensuali.

Cogne, Hotel & Spa Bellevue. Cantina vini e tagliere di salumi e formaggi della tradizione valdostana (www.hotelbellevue.it)
Cogne, Hotel & Spa Bellevue. Cantina vini e tagliere di salumi e formaggi della tradizione valdostana (www.hotelbellevue.it)

Cosa mangiare in Valle d’Aosta. I piatti della tradizione

Saperi tradizionali e ospitalità schietta sono gli elementi di una cultura locale che si ritrova in produzioni d’eccellenza. Come la pregiata ricotta Seras, il corposo vino rosso Enfer d’Arvier o la Motzetta, carne essiccata e insaporita con erbe aromatiche di alta quota: allo sguardo, tenace e corazzata ma, in bocca, tenera e gustosa.

La nostra ricerca di nicchie enogastronomiche e tradizioni antiche comincia dalla Valle Centrale e si spinge verso meridione, nel cuore del Parco Naturale del Gran Paradiso, dove eroici agricolori producono gourmandise introvabili altrove. Superata Pont-Saint-Martin, la porta orientale della Vallée, ci dirigiamo verso Aosta.

I mercatini di Natale e la fiera di Sant’Orso

L’eclettico capoluogo è gemmato da chalet rifiniti in pietra, ammalianti quando si illuminano a festa in occasione dei mercatini di Natale e della millenaria fiera di Sant’Orso. Dopo una passeggiata nel borgo, che la notte tra il 30 e il 31 gennaio espone le più belle espressioni artistiche legate alla civiltà contadina (intagli lignei, tessuti, sculture di roccia metamorfica e vannerie), ci concediamo una sosta in un’ex locanda del ’600, per una succulenta carbonada. Questo secondo tipico delle Alpi occidentali, a base di carne bovina salata e cotta lentamente con aglio e lardo affumicato sotto sale, diventa un piatto unico accompagnato con la polenta.

Tutte le delizie gastronomiche della regione in un’unica bottega

Sazi e soddisfatti ripartiamo alla volta dell’antico maniero di Sarre fino a Saint-Pierre, dove ci attende il delizioso mondo del Pain de Coucou: tutte le eccellenze enogastronomiche della regione si trovano in questa bottega, dal Lard di Arnad al Fromadzo (entrambi DOP), dalle mele secche al Martin Sec (piccola pera molto aromatica consumata prevalentemente sciroppata o cotta nel vino).

Il regno dei barmè: le caratteristiche cantine scavate nella roccia

In pochi minuti siamo già nel regno dei barmè. Queste caratteristiche cantine ricavate nella roccia della Becca di Villeneuve, utilizzate tradizionalmente anche per lo stoccaggio delle Fontine, rappresentano un raro esempio di architettura naturale; dei gioielli, di cui molti abitanti del borgo ignoravano, fino a pochi anni fa, la bellezza.

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Becca di Villeneuve. Le caratteristiche cantine ricavate nella roccia

Gli antichi vitigni indigeni come il Cornalin, il Gros Vien, il Muscat Rouge e la Premetta, rappresentano la vera ricchezza della viticoltura valdostana. Così cogliendo al volo l’occasione raggiungiamo l’anfiteatro di rocce e viti della vicina Arvier e prenotiamo alla Coopérative de l’Enfer una degustazione di Vin des Seigneurs: una delle “riscoperte” enologiche degli ultimi anni a base di Mayolet.

Valle d’Aosta, Arvier, Coopérative de l’Enfer. I vigneti si trovano in un anfiteatro naturale terrazzato. Sono in parte a rittochino e in parte a ciglioni, la pendenza oltrepassa il 100%

Anche a Introd le sorprese non mancano, a cominciare dal Castello e dalla Maison Bruil: un’antica casa rurale nella quale tutti gli spazi necessari alla sopravvivenza di persone e animali sono raggruppati sotto un unico tetto. Sempre all’interno dell’abitazione-museo, un luogo davvero speciale è l’Atelier du Goût, dove scoprire i prodotti tipici dell’Espace Grand-Paradis usando la sfera sensoriale come strumento di conoscenza, con un approccio diretto alle forme, agli odori, ai sapori e con un‘interazione personale con vignaioli, casari e agricoltori.

Sport, passeggiate e artigianato tipico

Risalendo la vallata che dal castello di Aymavilles conduce ai piedi del Gran Paradiso ci immergiamo nel regno del fondo, delle cascate di ghiaccio, di rilassanti passeggiate tra negozi di dentelles (merletti eseguiti al tombolo) e di locali dall’architettura tipicamente alpina. Cogne sa come rapire i sensi, ed è senza dubbio la méta ideale per vivere le suggestioni dei paesaggi invernali sulle orme di camosci, lepri, volpi e scoiattoli.

Il contatto con l’habitat alpino è ancora più vero con le racchette da neve ai piedi, una valida alternativa allo sci perché adatte proprio a tutti. Al di là delle particolarità naturalistiche che da sole varrebbero già più di un viaggio, anche la cucina sa accattivare gli amanti della buona tavola. E così nelle calde atmosfere della Brasserie du Bon Bec, nella piazza del paese, assaporiamo fino in fondo la gastronomia di alta montagna. Cosa provare? Sicuramente l’intensa Seupetta a base di riso e Fontina DOP (un piatto “povero” preparato con i pochi ingredienti tradizionalmente a disposizione delle famiglie contadine) e il mécoulin, una sorta di “panettone” locale addolcito con uvetta e insaporito con scorza di limone e rhum. Fantastica anche la crema di Cogne, delizioso dessert al cucchiaio a base di panna, zucchero, cioccolato fondente e un goccio di rhum.

Le cantine e i vini da degustare

  • Les Crêtes: Costantino Charrère è considerato uno dei padri fondatori della rinascita della viticoltura valdostana. Cosa degustare? Il Torrette Superiore Valle d’Aosta DOP prodotto con i vitigni autoctoni Petit Rouge 70%, Cornalin, Fumin e Mayolet 30% (prezzo medio 16 euro) www.lescretes.it
  • Coopérative de l’Enfer: si trova nel comune di Arvier. Dal 2009 produce vini biologici, vera espressione del territorio. Da provare il vino simbolo dell’azienda il Clos de l’Enfer dal vitigno Petit Rouge in purezza (prezzo medio 25 euro) www.coenfer.com
  • Lo Triolet: è una cantina e un agriturismo. I vigneti sono situati a Introd, Villeneuve e Nus ad una altitudine che varia dai 600 ai 900 metri. Famosa per i Pinot Gris, come il Vallée d’Aoste élevé en barriques (prezzo medio 25 euro) www.lotriolet.vievini.it
  • Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle: fondata nel 1983 per ridare vita a vitigni ormai abbandonati sulle pendici del Monte Bianco e riprendere una secolare tradizione dei luoghi. Tra l’altro, producono uno dei vini bianchi più alti d’Europa. Da non perdere l’icewine Chadelune 100% Prié Blanc (prezzo medio 34 euro) cavemontblanc.com

Le tappe del gusto in Valle d’Aosta

  • Cogne: Azienda Agricola Pra-Su-Piaz. Produzione artigianale di fontina d’alpeggio, burro, reblec, tome, yogurt, ricotta e panna www.aziendaagricolaprasupiaz.com
  • Valgrisenche: Magazzino di stagionatura della fontina dop situato a 1700 metri di quota. È ricavato in un ex polveriera scavata nella roccia a ridosso del Forte di Valgrisenche www.fontinacoop.it
  • Villeneuve: Azienda Apistica Glarey Marco. Produzione artigianale di miele mille fiori di alta montagna, rododendro, tiglio, tarassaco, castagno, acacia e melata di bosco www.apicolturaglarey.it
  • Sarre: L’Arc-en-Ciel è un agriturismo a conduzione famigliare, in posizione panoramica. Propone piatti tipici come crespelle, cinghiale con polenta, capretto arrosto e prodotti aziendali www.agriturismolarcenciel.it
  • Cogne: Bellevue Hotel & Spa. 90 anni di ospitalità nel Parco Nazionale del Gran Paradiso www.hotelbellevue.it

Informazioni turistiche

  • Sito Ufficiale del Turismo in Valle d’Aosta www.lovevda.it
  • Associazione Viticulteurs Encaveurs. L’associazione riunisce i produttori valdostani che hanno saputo caratterizzarsi per la qualità e la tipicità dei loro vini prodotti sul territorio della Valle d’Aosta. Questo gruppo di vignaioli ha un rapporto strettissimo con il territorio valdostano e segue in prima persona tutte le fasi produttive, dal vigneto alla cantina, fino alla vendita diretta al consumatore www.vievini.it

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