Slow Wine 2027: i 7 Premi Speciali e il focus sui Migliori Vini Italiani (Top Wine) regione per regione

È ufficialmente uscita l’anteprima di Slow Wine 2027, la guida firmata Slow Food che premia il lato più autentico, sostenibile e pulito della nostra terra. I numeri di quest’anno sono da capogiro: ben 779 Top Wine assegnati, con oltre il 60% dei vini premiati provenienti da agricoltura biologica o biodinamica.
Ma dietro i numeri ci sono le storie, i territori e le bottiglie che vi faranno fare un figurone alla prossima cena. Non serve perdersi in una guida di oltre 1.100 pagine: abbiamo selezionato per voi i Premi Speciali di Slow Wine 2027 i dati macro più caldi e i 3 vini imperdibili da assaggiare assolutamente per ogni macro-regione!

Presentata la guida Slow Wine 2027: una pubblicazione corale fatta da 253 collaboratori sparsi in tutta Italia che camminano i filari e visitano le cantine. Una fotografia puntuale della viticoltura italiana: «Non c’è dubbio che stiamo vivendo un periodo difficile. Nonostante questo, c’è un’interessante vivacità con l’ingresso di 168 nuove cantine grazie alla spinta dei giovani e del Sud». In basso i 7 Premi Speciali e i migliori vini italiani (Top Wine)

I 7 Premi Speciali di Slow Wine 2027

  1. Il Premio alla Carriera 2027, sostenuto da Winterhalter, va a Teobaldo Rivella (Piemonte) per la coerenza con cui ha attraversato oltre sessant’anni di vendemmie, restando fedele alla propria idea di viticoltura e, soprattutto, a se stesso. Qualcuno potrebbe pensare che si sia accontentato; noi crediamo il contrario. È rimasto padrone delle proprie scelte e ha vissuto dignitosamente del mestiere che amava. Forse è questa la sua lezione più bella: la vita passa in un lampo, sta a noi riempirlo di gesti capaci di darle un senso.
  2. Il Premio alla Novità dell’anno, sostenuto da Bormioli Luigi, va a Nicola Siriaco (Puglia) per aver trasformato l’azienda agricola di famiglia in un progetto vitivinicolo nuovo e personale, facendo tesoro di quanto imparato lontano senza lasciarsi sedurre dall’imitazione. La Gariga ne è forse l’espressione più nitida: un negroamaro inatteso, agile e vibrante, lontano da interpretazioni muscolari, che cambia prospettiva senza smarrire il legame con il luogo. Un vino che racconta una Puglia contemporanea, capace di interrogare la propria tradizione e di trovare proprio nelle radici lo slancio per percorrere strade nuove.
  3. Il Premio per l’Accoglienza in cantina 2027, sostenuto da Reale Mutua, va a Ca’ Rugate (Veneto) per aver trasformato l’ospitalità in un esercizio di apertura: verso chi vuole conoscere il vino e la civiltà che lo ha generato, verso i più giovani e verso chi necessita di modalità e tempi diversi per avvicinarsi alla terra. Museo, vigna, fattoria didattica e fattoria sociale sono diventati parti di uno stesso racconto, dimostrando che una cantina può essere insieme luogo di produzione, memoria e incontro. Una porta aperta sul vino, ma soprattutto sulla comunità e sul territorio che lo rendono possibile.
  4. Il Premio al Giovane Vignaiolo 2027, sostenuto da Guala Closures, va a Nikolas Juretic (Friuli-Venezia Giulia) per la capacità di osservare prima di agire e ascoltare prima di decidere. Per una viticoltura fatta di conoscenza, sensibilità e attenzione quasi individuale alla vite, capace di tradursi in vini mai scontati e profondamente legati ai luoghi da cui provengono. E per aver affiancato al lavoro personale una visione collettiva, contribuendo con Senza Meja a riunire una nuova generazione di vignaioli friulani e sloveni. Vini e persone che parlano, con voce nitida, un’affascinante lingua di confine.
  5. Il Premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà 2027 va a Clarabella (Lombardia) per aver trasformato un principio in una pratica quotidiana e duratura, facendo dell’agricoltura uno spazio nel quale recuperare autonomia, fiducia e dignità. Per aver dimostrato che un’impresa può prendersi cura contemporaneamente della terra che coltiva e delle persone che la abitano, senza sacrificare la qualità alla propria funzione sociale. E per ricordarci che un grande vino non racconta soltanto un luogo: può raccontare anche il tipo di comunità che abbiamo scelto di costruirvi intorno.
  6. Il Premio per la Viticoltura Sostenibile 2027, sostenuto da Gruppo Saida, va a Thomas Niedermayr (Alto-Adige) per aver saputo anticipare, con convinzione e lungimiranza, temi oggi imprescindibili; per aver trasformato i vitigni resistenti in una scelta agronomica ed ecologica, senza rinunciare all’ambizione di produrre grandi vini. Per l’attenzione dedicata alla fertilità del suolo e alla biodiversità, ma soprattutto per il coraggio di mettere in discussione ciò che sembrava immutabile.
  7. Il Premio per la Vitalità del Suolo 2027, sostenuto da eVISO, va ad Arianna Occhipinti (Sicilia) per aver trasformato la cura della terra in pratica agricola e impegno civile, difendendo non solo i propri vigneti, ma anche il territorio che li circonda, minacciato da rifiuti, plastica, roghi e abbandono. Perché non può esistere una vigna sana in un territorio malato. E perché da Vittoria (Rg) arriva una lezione che riguarda sempre più da vicino tutti noi: il suolo non è semplicemente il luogo in cui coltiviamo, ma una risorsa viva da cui dipende la possibilità stessa di continuare a farlo.

Migliori Vini Italiani (Top Wine) Focus Nord Italia: Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta

I distretti del Nord confermano una solidità straordinaria, bilanciando denominazioni storiche con micro-produzioni eroiche di montagna e un’importante transizione biologica.

I Numeri: Il Piemonte domina il Nord con ben 292 cantine recensite e 1.244 etichette selezionate (conquistando 40 Chiocciole e 86 riconoscimenti aziendali totali). Segue la Lombardia in crescita a 102 cantine e 394 etichette, mentre la minuscola Valle d’Aosta brilla con un altissimo tasso di eccellenza concentrato su piccole realtà di montagna. 

Focus su 3 vini (Top Wine) da non perdere:

  1. Valfaccenda – Roero Arneis Valfaccenda Bianco 2025 (Piemonte): Premiato come Top Wine – Vino Slow. Un Roero Arneis puro e artigianale, simbolo della resistenza dei vitigni bianchi piemontesi rispetto alle colline dei grandi rossi.
  2. La Vrille – Valle d’Aosta Chambave Muscat 2024 (Valle d’Aosta): Ottiene la doppia qualifica di Vino Slow e Best Buy. Un moscato secco, aromatico, tagliente e pulito, prodotto in filari verticali ed eroici a un prezzo accessibilissimo.
  3. Cave Gargantua – Valle d’Aosta Gamaret 2024 (Valle d’Aosta): Certificato come Vino Slow. Un focus prezioso su un vitigno raro e insolito che dimostra l’incredibile biodiversità racchiusa nella micro-regione alpina.

Migliori Vini Italiani (Top Wine) Focus Centro Italia e Adriatico: Toscana, Abruzzo e Molise

Il Centro Italia si fa bandiera della sostenibilità di filiera: qui si concentra la fetta più grande del biologico italiano e delle bottiglie a basso impatto ambientale (sotto i 450 grammi). Numeri: La Toscana si conferma in assoluto la regione più rappresentata della guida con 326 cantine, 1.325 etichette e 34 Chiocciole complessive. Sul versante adriatico, l’Abruzzo fa registrare un vero e proprio boom qualitativo puntando tutto sulla rivalutazione dei vitigni autoctoni storici e sui vini rosa. 

Focus su 3 vini (Top Wine) da non perdere:

  1. Pettinella – Cerasuolo d’Abruzzo Tauma 2025 (Abruzzo): Un vino rosa profondo, vibrante e territoriale. Rappresenta perfettamente la grande crescita dei Cerasuoli abruzzesi messi in luce da Slow Food in questa edizione.
  2. Ausonia – Trebbiano d’Abruzzo Apollo 2024 (Abruzzo): Un bianco artigianale da agricoltura biodinamica che fa della freschezza minerale e della pulizia d’esecuzione il suo cavallo di battaglia.
  3. Cataldi Madonna – Cerasuolo d’Abruzzo Terre Aquilane Sup. Piè delle Vigne 2024 (Abruzzo): Un’eccellenza che unisce la storicità di una grande cantina a un’interpretazione moderna e fresca del territorio d’altura abruzzese.

Migliori Vini Italiani (Top Wine) Focus Sud e Isole: Sicilia, Sardegna e Calabria

I territori del Sud e delle Isole sono i veri protagonisti dell’evoluzione di Slow Wine 2027, spinti da una formidabile onda di giovani vignaioli e cantine indipendenti. I Numeri: La Sicilia cresce tantissimo raggiungendo 130 cantine recensite (+20 rispetto allo scorso anno) e 500 etichette al banco d’assaggio. La Sardegna sale a 55 cantine puntando sulle piccolissime realtà indipendenti (conquista ben 2 nuove Chiocciole storiche). Exploit anche per la Calabria che tocca quota 40 cantine, con il Pollino e la Costa degli Dei in grande evidenza. 

Focus su 3 vini (Top Wine) da non perdere:

  1. Casa Vinicola Ferracane – Magico Bianco 2025 (Sicilia): È uno dei vini simbolo di questa edizione. Fa tripletta conquistando contemporaneamente il titolo di Top Wine, Vino Slow e Best Buy. Un Catarratto travolgente prodotto a Marsala da una cantina giovane e super dinamica.
  2. Cantina Berritta – Cannonau di Sardegna Nostranu 2024 (Sardegna): Premiato sia come Vino Slow che come Moneta/Best Buy. Un Cannonau classico, verace e senza trucchi, che unisce l’autenticità di Dorgali a un prezzo eccellente per il consumatore quotidiano.
  3. Cantine Viola – Passito Luigi Viola Saracena 2022 (Calabria): Un focus obbligatorio su un nettare storico calabrese (già Presidio Slow Food) dell’area del Pollino, che rappresenta la straordinaria biodiversità dolce del Meridione.