Presentata la guida Slow Wine 2027: una pubblicazione corale fatta da 253 collaboratori sparsi in tutta Italia che camminano i filari e visitano le cantine. Una fotografia puntuale della viticoltura italiana: «Non c’è dubbio che stiamo vivendo un periodo difficile. Nonostante questo, c’è un’interessante vivacità con l’ingresso di 168 nuove cantine grazie alla spinta dei giovani e del Sud». In basso i 7 Premi Speciali e i migliori vini italiani (Top Wine)
I 7 Premi Speciali di Slow Wine 2027
- Il Premio alla Carriera 2027, sostenuto da Winterhalter, va a Teobaldo Rivella (Piemonte) per la coerenza con cui ha attraversato oltre sessant’anni di vendemmie, restando fedele alla propria idea di viticoltura e, soprattutto, a se stesso. Qualcuno potrebbe pensare che si sia accontentato; noi crediamo il contrario. È rimasto padrone delle proprie scelte e ha vissuto dignitosamente del mestiere che amava. Forse è questa la sua lezione più bella: la vita passa in un lampo, sta a noi riempirlo di gesti capaci di darle un senso.
- Il Premio alla Novità dell’anno, sostenuto da Bormioli Luigi, va a Nicola Siriaco (Puglia) per aver trasformato l’azienda agricola di famiglia in un progetto vitivinicolo nuovo e personale, facendo tesoro di quanto imparato lontano senza lasciarsi sedurre dall’imitazione. La Gariga ne è forse l’espressione più nitida: un negroamaro inatteso, agile e vibrante, lontano da interpretazioni muscolari, che cambia prospettiva senza smarrire il legame con il luogo. Un vino che racconta una Puglia contemporanea, capace di interrogare la propria tradizione e di trovare proprio nelle radici lo slancio per percorrere strade nuove.
- Il Premio per l’Accoglienza in cantina 2027, sostenuto da Reale Mutua, va a Ca’ Rugate (Veneto) per aver trasformato l’ospitalità in un esercizio di apertura: verso chi vuole conoscere il vino e la civiltà che lo ha generato, verso i più giovani e verso chi necessita di modalità e tempi diversi per avvicinarsi alla terra. Museo, vigna, fattoria didattica e fattoria sociale sono diventati parti di uno stesso racconto, dimostrando che una cantina può essere insieme luogo di produzione, memoria e incontro. Una porta aperta sul vino, ma soprattutto sulla comunità e sul territorio che lo rendono possibile.
- Il Premio al Giovane Vignaiolo 2027, sostenuto da Guala Closures, va a Nikolas Juretic (Friuli-Venezia Giulia) per la capacità di osservare prima di agire e ascoltare prima di decidere. Per una viticoltura fatta di conoscenza, sensibilità e attenzione quasi individuale alla vite, capace di tradursi in vini mai scontati e profondamente legati ai luoghi da cui provengono. E per aver affiancato al lavoro personale una visione collettiva, contribuendo con Senza Meja a riunire una nuova generazione di vignaioli friulani e sloveni. Vini e persone che parlano, con voce nitida, un’affascinante lingua di confine.
- Il Premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà 2027 va a Clarabella (Lombardia) per aver trasformato un principio in una pratica quotidiana e duratura, facendo dell’agricoltura uno spazio nel quale recuperare autonomia, fiducia e dignità. Per aver dimostrato che un’impresa può prendersi cura contemporaneamente della terra che coltiva e delle persone che la abitano, senza sacrificare la qualità alla propria funzione sociale. E per ricordarci che un grande vino non racconta soltanto un luogo: può raccontare anche il tipo di comunità che abbiamo scelto di costruirvi intorno.
- Il Premio per la Viticoltura Sostenibile 2027, sostenuto da Gruppo Saida, va a Thomas Niedermayr (Alto-Adige) per aver saputo anticipare, con convinzione e lungimiranza, temi oggi imprescindibili; per aver trasformato i vitigni resistenti in una scelta agronomica ed ecologica, senza rinunciare all’ambizione di produrre grandi vini. Per l’attenzione dedicata alla fertilità del suolo e alla biodiversità, ma soprattutto per il coraggio di mettere in discussione ciò che sembrava immutabile.
- Il Premio per la Vitalità del Suolo 2027, sostenuto da eVISO, va ad Arianna Occhipinti (Sicilia) per aver trasformato la cura della terra in pratica agricola e impegno civile, difendendo non solo i propri vigneti, ma anche il territorio che li circonda, minacciato da rifiuti, plastica, roghi e abbandono. Perché non può esistere una vigna sana in un territorio malato. E perché da Vittoria (Rg) arriva una lezione che riguarda sempre più da vicino tutti noi: il suolo non è semplicemente il luogo in cui coltiviamo, ma una risorsa viva da cui dipende la possibilità stessa di continuare a farlo.
Migliori Vini Italiani (Top Wine) Focus Nord Italia: Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta
I Numeri: Il Piemonte domina il Nord con ben 292 cantine recensite e 1.244 etichette selezionate (conquistando 40 Chiocciole e 86 riconoscimenti aziendali totali). Segue la Lombardia in crescita a 102 cantine e 394 etichette, mentre la minuscola Valle d’Aosta brilla con un altissimo tasso di eccellenza concentrato su piccole realtà di montagna.
Focus su 3 vini (Top Wine) da non perdere:
- Valfaccenda – Roero Arneis Valfaccenda Bianco 2025 (Piemonte): Premiato come Top Wine – Vino Slow. Un Roero Arneis puro e artigianale, simbolo della resistenza dei vitigni bianchi piemontesi rispetto alle colline dei grandi rossi.
- La Vrille – Valle d’Aosta Chambave Muscat 2024 (Valle d’Aosta): Ottiene la doppia qualifica di Vino Slow e Best Buy. Un moscato secco, aromatico, tagliente e pulito, prodotto in filari verticali ed eroici a un prezzo accessibilissimo.
- Cave Gargantua – Valle d’Aosta Gamaret 2024 (Valle d’Aosta): Certificato come Vino Slow. Un focus prezioso su un vitigno raro e insolito che dimostra l’incredibile biodiversità racchiusa nella micro-regione alpina.
Migliori Vini Italiani (Top Wine) Focus Centro Italia e Adriatico: Toscana, Abruzzo e Molise
Il Centro Italia si fa bandiera della sostenibilità di filiera: qui si concentra la fetta più grande del biologico italiano e delle bottiglie a basso impatto ambientale (sotto i 450 grammi). Numeri: La Toscana si conferma in assoluto la regione più rappresentata della guida con 326 cantine, 1.325 etichette e 34 Chiocciole complessive. Sul versante adriatico, l’Abruzzo fa registrare un vero e proprio boom qualitativo puntando tutto sulla rivalutazione dei vitigni autoctoni storici e sui vini rosa.
Focus su 3 vini (Top Wine) da non perdere:
- Pettinella – Cerasuolo d’Abruzzo Tauma 2025 (Abruzzo): Un vino rosa profondo, vibrante e territoriale. Rappresenta perfettamente la grande crescita dei Cerasuoli abruzzesi messi in luce da Slow Food in questa edizione.
- Ausonia – Trebbiano d’Abruzzo Apollo 2024 (Abruzzo): Un bianco artigianale da agricoltura biodinamica che fa della freschezza minerale e della pulizia d’esecuzione il suo cavallo di battaglia.
- Cataldi Madonna – Cerasuolo d’Abruzzo Terre Aquilane Sup. Piè delle Vigne 2024 (Abruzzo): Un’eccellenza che unisce la storicità di una grande cantina a un’interpretazione moderna e fresca del territorio d’altura abruzzese.
Migliori Vini Italiani (Top Wine) Focus Sud e Isole: Sicilia, Sardegna e Calabria
I territori del Sud e delle Isole sono i veri protagonisti dell’evoluzione di Slow Wine 2027, spinti da una formidabile onda di giovani vignaioli e cantine indipendenti. I Numeri: La Sicilia cresce tantissimo raggiungendo 130 cantine recensite (+20 rispetto allo scorso anno) e 500 etichette al banco d’assaggio. La Sardegna sale a 55 cantine puntando sulle piccolissime realtà indipendenti (conquista ben 2 nuove Chiocciole storiche). Exploit anche per la Calabria che tocca quota 40 cantine, con il Pollino e la Costa degli Dei in grande evidenza.
Focus su 3 vini (Top Wine) da non perdere:
- Casa Vinicola Ferracane – Magico Bianco 2025 (Sicilia): È uno dei vini simbolo di questa edizione. Fa tripletta conquistando contemporaneamente il titolo di Top Wine, Vino Slow e Best Buy. Un Catarratto travolgente prodotto a Marsala da una cantina giovane e super dinamica.
- Cantina Berritta – Cannonau di Sardegna Nostranu 2024 (Sardegna): Premiato sia come Vino Slow che come Moneta/Best Buy. Un Cannonau classico, verace e senza trucchi, che unisce l’autenticità di Dorgali a un prezzo eccellente per il consumatore quotidiano.
- Cantine Viola – Passito Luigi Viola Saracena 2022 (Calabria): Un focus obbligatorio su un nettare storico calabrese (già Presidio Slow Food) dell’area del Pollino, che rappresenta la straordinaria biodiversità dolce del Meridione.
