I terrazzamenti agricoli di Amalfi in pietra a secco coltivati con limoneti, uliveti e vigneti sono diventati patrimonio dell’umanità per l’agricoltura. A designare il nuovo sito in Italia, insieme ad altri due in Giappone, è il comitato scientifico della FAO. È un riconoscimento al valore di pratiche agricole tradizionali che hanno reso fertile un territorio impervio e che oggi rappresentano un modello di sostenibilità e resilienza.

“La FAO è onorata di accogliere questi eccezionali nuovi siti nella famiglia dei Sistemi di Patrimonio Agricolo di Importanza Globale – dichiara Kaveh Zahedi, direttore dell’Ufficio FAO per il Cambiamento Climatico, la Biodiversità e l’Ambiente – ogni sito testimonia l’ingegno e la resilienza delle comunità rurali e agricole, mostrando pratiche sostenibili che sono state attentamente mantenute e adattate nel corso delle generazioni”.
L’Italia arriva a quota tre riconoscimenti, insieme agli ulivi di Assisi e Spoleto e i vitigni del Soave
A oggi i Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale sono 102 in 29 Paesi, con il Giappone che raggiunge 17 designazioni e l’Italia che arriva ora a quota tre, insieme agli ulivi di Assisi e Spoleto e i vitigni del Soave già riconosciuti nel 2018. Si tratta di sistemi dinamici e resilienti, custodi di una ricca agrobiodiversità, di saperi tradizionali, di culture e paesaggi preziosi, gestiti in modo sostenibile da agricoltori, pastori, pescatori e comunità forestali, che contribuiscono ai mezzi di sussistenza locali e alla sicurezza alimentare.
“E’stato un percorso lungo, un lavoro che abbiamo portato avanti ormai per anni”. Così il sindaco di Amalfi (Salerno), Daniele Milano, ha commentato il riconoscimento a patrimonio dell’umanità per l’agricoltura da parte della Fao dei suoi limoneti su terrazzamenti con pietre a secco.
I terrazzamenti della Costiera Amalfitana: “in competizione con la Grande Muraglia Cinese”
l paesaggio della Costiera amalfitana è stato modellato dall’uomo non con la sola costruzione di edifici di pregevole valore artistico, ma soprattutto tramite la realizzazione dei terrazzamenti per cercare di aumentare la superficie coltivabile. Il terreno dei terrazzamenti è mantenuto da mura di contenimento (macere) realizzate con la tecnica “a secco” senza uso di cemento che richiede notevole abilità nel taglio delle pietre, nella posa e nel calcolo delle pendenze. Uno studio del 2010, nell’ambito della redazione del Piano di Gestione del Sito Unesco Costiera Amalfitana, ha stimato l’estensione lineare delle macere in Costiera Amalfitana in circa 4.000 km che ben regge il confronto con quella della grande Muraglia Cinese, di circa 6.000 km! L’utilizzo dei terrazzamenti è stato intenso a partire da metà dell’Ottocento, quando l’agricoltura amalfitana ha avuto uno dei suoi momenti più prosperi con la sua affermazione anche sui mercati europei, in particolare con il commercio dei limoni. (Fonte: https://www.unescoamalficoast.it/)
