Faro è il nome di uno dei più importanti vini rossi siciliani a Denominazione di Origine Controllata (dal 1976), che può essere prodotto in un solo comune: Messina, sulle colline e lungo le coste che si affacciano sullo Stretto in una lingua di terra chiusa tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio.

I vitigni usati per la vinificazione sono esclusivamente tradizionali dell’area nord-orientale della Sicilia. La varietà base è il Nerello Mascalese (presente in una percentuale che varia dal 45 al 60% a seconda della scelta della cantina), è previsto inoltre l’utilizzo di Nerello Cappuccio (15-30%) e Nocera (5-10%). Possono, infine, concorrere da sole o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%, le uve provenienti dai vitigni: Calabrese (Nero d’Avola), Gaglioppo (Montonico Nero) e Sangiovese. Il vino Faro deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno un anno (dal 1° novembre dell’anno della vendemmia).

Una veduta dello Stretto di Messina dai vigneti di Faro Superiore della cantina Le Case Matte
Veduta dello Stretto di Messina dai vigneti della cantina Le Casematte sulle alture di Faro Superiore
Nella foto in alto i vigneti dell'Azienda Agricola Bonavita a Faro Superiore, piccolo villaggio sulle colline di Messina e la Tenuta Enza La Fauci in Contrada Mezzana a Messina
Nella foto in alto i vigneti dell’Azienda Agricola Bonavita a Faro Superiore, piccolo villaggio sulle colline di Messina e la Tenuta Enza La Fauci in Contrada Mezzana a Messina

Le origini del nome più accreditate sono due: potrebbe derivare da Punta Faro, posta all’estremità dello Stretto di Messina, o dall’antica popolazione greca dei Pharii, che colonizzarono gran parte delle colline messinesi. La produzione vitivinicola in questi territori, infatti, ha alle spalle una storia millenaria, che si fa risalire perlomeno all’età Micenea (XIV secolo a.C.). Nel XIX secolo, poi, il vino Faro solcava il Mediterraneo per approdare in Francia, dove veniva impiegato per “tagliare” i vini di Borgogna e di Bordeaux.

Il Faro della cantina Palari nasce in vigneti situati a S. Stefano Briga, sulle dolci colline che si affacciano sullo stretto di Messina
Il Faro della cantina Palari nasce in ripidi vigneti situati a S. Stefano Briga, sulle colline che si affacciano sullo stretto di Messina

Le caratteristiche peculiari di questo vino, che è proposto in diverse interpretazioni dalle varie cantine, sono influenzate dal terroir: l’esposizione sul mare, i venti costanti dello Stretto (che proteggono le uve dall’umidità), i terreni tendenzialmente di tipo alluvionale a medio impasto argilloso.

In questa denominazione messinese, il Nerello Mascalese che spicca per il suo carattere “spigoloso” esprime una particolare rotondità, mitigato ed arricchito dal Nocera e dal Nerello Cappuccio.

Tra i grandi esponenti, ci sono sicuramente Salvatore Geraci, titolare della cantina Palari: l’uomo del “Rinascimento” della DOC Faro, ma anche Bonavita, la Tenuta Enza La Fauci e la cantina Le Casematte.

Vini Faro DOC di Messina: Da sinistra, il Palari Faro DOC di Salvatore Geraci, Bonavita Faro DOC, Enza La Fauci Oblì Faro DOC ed il vino Le Case Matte Faro DOC
Vini Faro DOC di Messina: Da sinistra, il Palari Faro DOC di Salvatore Geraci, Bonavita Faro DOC, Enza La Fauci Oblì Faro DOC ed il vino Le Casematte Faro DOC

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