Capire il Prosecco in 9 step: facciamo chiarezza

Bollicine poco alcoliche per l’aperitivo. Ecco la prima cosa che viene in mente quando si parla di Prosecco. Ma oltre queste certezze c’è tanta confusione. Me ne accorgo ogni volta che partecipo ad un evento come sommelier. Per questo ho deciso di fare chiarezza in modo semplice e sintetico su questo vino sempre più apprezzato in Italia e nel mondo.

Capire il Prosecco in 9 punti

  1. Il Prosecco è un vino prodotto in tre versioni: 1) spumante; 2) frizzante e 3) fermo (senza bollicine).
  2. La tipologia spumante ha avuto talmente tanto successo, anche grazie a cocktail come il Rossini e il Bellini, che, ormai, si associa il nome Prosecco alle bollicine.
  3. All’olfatto, il vino è caratterizzato da spiccate note floreali (fiori bianchi) e fruttate (mela, pera, frutta esotica e agrumi). Al palato si presenta equilibrato, sapido, fresco, morbido e vivace.
  4. Ad accomunare tutti i Prosecco è il vitigno utilizzato: il semiaromatico Glera (min. 85%).
  5. Si può chiamare Prosecco solo il vino prodotto in alcune aree del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
  6. Le bollicine sono esclusivamente naturali, cioè non è ammessa l’aggiunta di anidride carbonica.
  7. Il metodo di produzione più utilizzato per produrre le bollicine è chiamato Martinotti o Charmat, ma esistono anche rare versioni da Metodo Classico (leggi anche Cosa significa Metodo Classico riferito ad un vino.
  8. La zona più vocata alla produzione è nella Marca Trevigiana. Questa differenza è segnalata in etichetta con le denominazioni Conegliano Valdobbiadene DOCG e Colli Asolani DOCG. Gli altri Prosecco riportano il etichetta la denominazione DOC.
  9. Esiste anche il Prosecco Rosé. La tipologia è davvero molto recente, infatti è “nata” nel 2020. Le uve utilizzate sono solo due: Glera (85 – 90%) e Pinot Nero (10 – 15%), vinificato in rosso. In etichetta è obbligatorio indicare il termine “Millesimato”, seguito dall’annata di riferimento di almeno l’85% delle uve.

Curiosità

Una delle domande più frequenti è: che differenza c’è tra Prosecco e Franciacorta? Si tratta di vini prodotti con uve diverse: base Glera il primo, mentre per il secondo vengono usati Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Il Prosecco si può produrre per legge solo in Veneto e Friuli Venezia Giulia, il Franciacorta solo in Lombardia (qui trovi il nostro articolo Guida al Franciacorta: aromi, abbinamenti e migliori cantine). Il metodo di produzione maggiormente usato per il primo è il Martinotti per il secondo è ammesso solo il Metodo Classico.

Per saperne di più, ecco il link al consorzio

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