Olio: differenze, caratteristiche e come scegliere il migliore

Olio: quale scegliere? Il migliore in assoluto è senza dubbio l’extravergine di oliva, che in Italia è il condimento per eccellenza della dieta mediterranea. Ma conosciamo davvero il nostro oro verde? Ecco una guida rapida e facile da leggere con i consigli di Altroconsumo. Inoltre, abbiamo anche scritto un articolo dedicato alle 11 migliori esperienze di degustazione olio del 2022.

Come si produce: solo olive e niente sostanze chimiche

Si produce con olive colte e spremute, senza nessun processo o aggiunta di sostanze chimiche. Gli unici trattamenti praticati – di tipo meccanico – sono il lavaggio, la frangitura, l’estrazione dell’olio (per pressione o centrifugazione) e la filtrazione.

La provenienza

Nel caso dell’olio extravergine, l’indicazione di origine in etichetta è obbligatoria. Può essere indicato lo Stato da cui arriva il prodotto (es. “Italia”) o, anche e più genericamente, Unione Europea se si tratta di un Paese membro. L’indicazione di origine si riferisce alla zona nella quale le olive sono state raccolte e in cui si trova il frantoio dove è stato estratto l’olio. Nel caso in cui si tratti di due paesi diversi, entrambi vanno riportati sull’etichetta.

Come conservare l’olio

L’esposizione all’aria, alla luce e al calore sono nemici dell’olio che, infatti, è facilmente soggetto a fenomeni di ossidazione. Ecco alcuni piccoli accorgimenti:

  • conserva l’olio in un luogo fresco e asciutto, al riparo da luce e fonti di calore;
  • prediligi contenitori in acciaio inox (le classiche latte) oppure in vetro scuro;
  • evita oliere trasparenti e aperte, anzi chiudi sempre la bottiglia per non far entrare aria.

Vari tipi di olio

Oltre all’olio extravergine di oliva (contraddistinto da aroma e sapore molto intensi e da un’acidità non superiore allo 0,8%), che è il prodotto di categoria superiore, la legge descrive altri tipi di oli ottenuti dalle olive, ognuno con diverse caratteristiche chimico-fisiche:

  • olio di oliva vergine: è ottenuto unicamente mediante procedimenti meccanici, come nel caso dell’olio extravergine. Le sue caratteristiche organolettiche (odore e sapore) sono, però, leggermente inferiori. La sua acidità non deve essere superiore a 2,0%. Non è venduto come tale, ma utilizzato per produrre l’olio di oliva e l’olio di sansa d’oliva;
  • olio di oliva: in questo caso vengono praticati dei trattamenti chimico-fisici; infatti si tratta di una miscela di olio di oliva vergine e olio di oliva raffinato, cioè sottoposto a queste procedure per eliminare colori, odori e sapori anomali. È un olio più economico, dal gusto meno intenso. La sua acidità deve essere inferiore a 1,0%;
  • olio di sansa di oliva: è una miscela di oli vergini di oliva e oli raffinati, estratti – attraverso solventi – dalla sansa di olive (la pasta che resta dopo l’estrazione meccanica dell’olio). La sua acidità deve essere inferiore a 1,0%. A cura di www.altroconsumo.it
www.oleumproject.eu

Olio d’oliva spremuto a freddo

Cercate un olio d’oliva di qualità superiore? Allora orientatevi verso un olio spremuto a freddo. La spremitura a freddo riguarda anche altre tipologie di olio, con particolare riferimento ai prodotti biologici. Che cosa significa olio spremuto, estratto o premuto, a freddo? Un olio può fregiarsi della dicitura estratto a freddo quando la temperatura della pasta delle olive (olive frante) in gramola non supera i 27° C. Quando si tratta di olio vergine o extra-vergina , solo i processi meccanici possono essere utilizzati nella sua produzione: spremitura a freddo o estrazione a freddo. Sono vietati additivi come solventi o ulteriori trattamenti termici durante l’estrazione dell’olio. L’olio lavorato in questa maniera esprime al meglio le sue caratteristiche chimiche ed organolettiche garantendo alta qualità e la presenza di vitamine e acidi grassi polinsaturi sani che verrebbero dispersi ad alte temperature. Al tempo stesso, però il cosiddetto punto di fumo è molto minore e questo tipo di olio è particolarmente indicato “a crudo” e non andrebbe riscaldato troppo.

Olio d’oliva per friggere

Chi invece vuole orientarsi nella scelta di un olio per friggere, dovrebbe sapere che l’olio d’oliva di recente è stato indicato come il migliore. Secondo uno studio dedicato agli oli per friggere, l’olio d’oliva sarebbe migliore di altri oli utilizzati in cucina poiché sopporta meglio il calore della friggitrice o della padella rispetto a quanto avviene con numerosi oli di semi. Gli esperimenti hanno riguardato olio di oliva, olio di mais, olio di soia e olio di girasole. Un altro olio che viene ritenuto adatto per la cottura e la frittura è l’olio di sesamo, più comune nella cucina orientale che in quella mediterranea. In questo caso però sarebbe meglio utilizzare un olio d’oliva non extra-vergine e non spremuto a freddo. A cura di www.greenme.it

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