Mondial des Vins Extrêmes: la classifica dei migliori vini eroici 2022. Al vertice Pantelleria

Eccoci con il consueto appuntamento di fine anno con le più importati classifiche mondiali dedicate ai migliori vini del 2022. Ed in particolare, questi sono i risultati del Mondial des Vins Extrêmes. Si tratta dell’unico concorso enologico internazionale specificamente dedicato ai vini eroici. In questo articolo ti proponiamo il campione mondiale assoluto, i premi speciali e le migliori performance italiane. Se ti interessa questo argomento puoi cliccare sul Tag concorsi enologici e classifiche oppure leggere il nostro articolo I più importanti concorsi al mondo.

L’edizione 2022 in 3 righe

831 i vini iscritti da 301 aziende provenienti da 24 paesi del mondo, sono questi i numeri della 30° edizione del Mondial des Vins Extrêmes 2022 organizzato dal Cervim, con il patrocinio dell’OIV. Il punteggio più alto in assoluto l’ha ottenuto un vino di Pantelleria (ne parleremo in dettaglio dopo). Vince la categoria Miglior vino bio lo svizzero AOC Valais Syrah Cuvee St. Gothard 2019 Domaine Mettaz a Fully (Cantone Vallese). La Migliore donna del vino eroico è Elena Patrone di Cortemilia (Piemonte). Il Miglior giovane viticoltore under 35 è Mathieu Betemps di Saint Christophe (Valle d’Aosta). Finiamo con il Miglior vino a piede franco: il Carignano del Sulcis DOC Riserva Santomoro 2019 di Vigne Bentesali a Sant’Antioco (Sardegna). Si tratta di un Carignano 100% coltivato ad alberello. Un rosso dal profumo intenso con note di macchia mediterranea e sentori di frutti di bosco. Il sorso è sapido e avvolgente, i tannini sono consistenti e levigati, il retrogusto è fruttato.

Miglior vino a piede franco: Il Carignano del Sulcis DOC Riserva Santomoro 2019 di Vigne Bentesali a Sant’Antioco (Sardegna)

Scopriamo qualcosa di più sul miglior vino eroico 2022

ll Passito di Pantelleria Doc Shamira 2017 dell’azienda agricola Basile si è aggiudicata il Gran Premio Cervim. È quindi il miglior vino eroico del 2022. È prodotto da uve 100% Zibibbo Moscato d’Alessandria d’Egitto. Il colore è giallo ambra con riflessi oro antico. Al naso si percepisce uno spettro aromatico ampio, nello specifico con note di marmellata di arance amare, uva passa, scorza d’arancia, dattero, fico secco, noce, crosta di panettone, miele e castagne. Il gusto è rotondo, equilibrato grazie ad una buona acidità di supporto, elegante, caldo ma soprattutto persistente, con note aromatiche di caramello e uva passa. Si abbina con dolci a base di pasta di mandorla e pasta secca, cioccolato amaro, scorze di arancia candita, ideale anche a formaggi stagionati ed erborinati.

Miglior vino eroico 2022: ll Passito di Pantelleria Doc Shamira 2017 dell’azienda agricola Basile

Le migliori performance italiane: i vini premiati Gran Medaglia d’Oro

L’isola del piede franco

Partiamo dalla Sardegna. Qui il protagonista è sicuramente il Carignano a piede franco di Sant’Antioco definita, appunto, l’Isola del Piede Franco grazie alla comunità costituita nel 2021 che ha lo scopo di difendere questa pratica agricola rara e il paesaggio agrocultuale che ne deriva. A conquistare la giuria sono stati il Carignano del Sulcis DOC Riserva Santomoro 2019 di Vigne Bentesali, di cui abbiamo parlato prima. Inoltre, al vertice si classifica anche il Carignano del Sulcis DOC Riserva Is Arenas 2019 delle cantine Sardus Pater. Se ti interessa l’argomento puoi leggere il nostro articolo dedicato a La vite centenaria a piede franco: cos’è e perché è rara.

La prima pratica agricola Patrimonio dell’Umanità Unesco

Andiamo in Sicilia, che porta a casa il titolo di Miglior vino eroico del mondo 2022 con il Passito di Pantelleria Doc Shamira 2017 dell’azienda agricola Basile. Forse non tutti sanno che la pratica vitivinicola tradizionale fatta di allevamenti ad alberello e muretti a secco è talmente importante da essere tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità (la prima al mondo). Altrettanto unici sono i “giardini arabi” e il caratteristico asino pantesco (anch’esso, come questa antichissima pratica agricola, minacciato di estinzione). Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere anche la nostra Guida al Passito di Pantelleria: aromi, abbinamenti e migliori cantine.

La pratica vitivinicola tradizionale di allevamenti ad alberello e muretti a secco dell’azienda agricola Basile a Pantelleria

Metodo Classico di montagna a 1200 metri s.l.m.

Ci spostiamo in Alto Adige con lo Spumante Metodo Classico Arunda Perpetuum 2010. Si tratta di una cuvee 33% Chardonnay, 33% Pinot Bianco, 33% Pinot Nero prodotta dalla cantina Arunda Sektkellerei di Meltina (Bolzano) a 1200 metri s.l.m. Il vino si presenta alla vista con riflessi d’oro chiaro brillante con un perlage fine e persistente. Il bouquet è particolarmente profondo e delicato e profuma di brioche fresca, mela cotta, albicocca e cera d’api. Al palato è cremoso e rotondo, con lunga persistenza.

Orange Wine calabrese da uve Pecorello

Il Selvaggio 2021 è un bianco macerato ossia un orange wine da uve 100% Pecorello prodotto dalle cantine Elisium di Marco Caputo a Cosenza. Le radici della propria famiglia, l’amore per il proprio territorio, recupero delle tradizioni, crescita culturale, sono queste alcune delle ragioni che hanno spinto i Fratelli Andrea e Marco Caputo ad intraprendere da 10 anni la strada della viticoltura.

Garganega 100% in due interpretazioni

La regione Veneto ha conquistato i giudici con due vini della stessa cantina Ca’ Rugate che rappresentano due interpretazioni del vitigno Garganega in purezza. Partiamo dal passito Corte Durlo Vin Santo di Brognoligo 2014. Di colore ambrato, al naso alterna una notevole ricchezza di sensazioni che vanno dall’uva passa alla frutta candita, dal tabacco a cenni minerali; in bocca è denso, equilibrato, con l’acidità che bilancia gli zuccheri residui e regala un finale lungo ed elegante. E poi, il Recioto di Soave DOCG La Perlara 2018. Dal profumo intenso, persistente, floreale e fruttato di uva sultanina, fico secco e noce, arricchito da una nota speziata. Intenso e persistente anche al palato.

La Toscana eroica: i Colli Apuani

I Colli Apuani sono situati nella provincia di Massa Carrara che si trova nella parte più settentrionale della Toscana. Su questi scoscesi pendii terrazzati la vite viene coltivata con grande fatica e sacrificio, tanto che, a causa delle strette terrazze e delle forti pendenze che non consentono l’uso dei mezzi meccanici le lavorazioni della vite in questo territorio vengono definite “viticoltura eroica”. Ad aver raggiunto il massimo riconoscimento al concorso sono stati ben 3 vini dell’azienda agricola L’Aurora di Francesco. Tutti e 3 a DOC Candia dei Colli Apuani: il Vermentino Massetano 2021, il Bianco Pozzo Alto 2021 e il Bianco Tre Terzi 2021.

Vigneti sui pendii terrazzati dei Colli Apuani
Vigneti sui pendii terrazzati dei Colli Apuani

Passito da uve Ansonica dell’Isola del Giglio

Dai grappoli di Ansonica, inondati dal sole e stretti fra il granito e il mare dell’isola del Giglio, nasce il passito Nantropo’ 2021 dell’azienda agricola Fontuccia. Condizioni estreme alle quali solo viti “esperte” di oltre 80 anni possono resistere e regalare, seppur in minima quantità, un vino eccezionale, complesso con i suoi profumi esplosivi di frutta esotica e di agrumi, ma al tempo stesso facile d’amare.

Isola del Giglio. Vigneti a strapiombo sul mare dell’azienda agricola Fontuccia

La regione più piccola con le cime più alte

La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana, con le cime più alte d’Europa: 4 vette che superano i 4.000 metri. Non potevano mancare, quindi, dei vini eroici anche da qui. Come il Muscat Petit Grain Flétri 2020 della cantina Cave des Onze Communes di Aymavilles. E poi due etichette della cantina La Source di Saint Pierre: Bianco Ensemblo 2018 da uve Traminer 50%, Moscato 40% e Müller-Thurgau 10% e il Syrah 2016.

Valle d’Aosta. Da sinistra, i vigneti della cantina Cave des Onze Communes di Aymavilles e quelli della cantina La Source di Saint Pierre

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