Beviamoci Sud: dopo due anni torna uno degli eventi più attesi della Capitale

Dopo più di due anni si riaprono le porte di uno degli eventi enogastronomici più attesi della Capitale: Beviamoci Sud a Roma. L’appuntamento con i grandi vini del Sud Italia è il 14 e 15 maggio 2022. La quarta edizione è promossa dall’agenzia Riserva Grande, in collaborazione con il giornalista Luciano Pignataro, e Andrea Petrini, blogger di Percorsi di Vino. Dedicato ad appassionati winelovers ed operatori di settore, l’evento ha come nota distintiva la contestualizzazione territoriale, storica e culturale dei vini in degustazione.

Perché partecipare

  • Per poter degustare ai banchi d’assaggio 80 cantine d’eccellenza da Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • Grande importanza verrà data ai seminari (punto di forza della manifestazione), che avranno l’obiettivo di approfondire, tramite degustazioni orizzontali o verticali, le caratteristiche principali dei vari terroir e dei loro vitigni di elezione. La grande novità sarà la partecipazione straordinaria di Gabriele Gorelli, Master of Wine, nella veste di direttore tecnico che curerà parte dei seminari.
  • Perché è un’occasione per poter approfondire la conoscenza di un territorio culla, da tempi immemori, di grandi vini dalla personalità inconfondibile. Il Sud Italia, infatti, ha da sempre una predilezione naturale per la coltivazione degli autoctoni. Ad esempio, i celebri Nero d’Avola, Cannonau, Cesanese, Primitivo, Nerello Mascalese e Aglianico. Oppure, i bianchi come Fiano, Falanghina, Malvasia Puntinata, Greco Bianco e Carricante (qui trovi l’intervista all’enologo Salvo Foti dove si parla anche di questo vitigno). Ma anche i meno noti Susumaniello, Bombino, Gaglioppo e Maglioppo.

Come partecipare

Quando: sabato 14 (14:00-20:00) e domenica 15 (11:00-19:00) maggio 2022.
Dove
: Roma – Hotel Villa Pamphili, via della Nocetta, 10.
Costoil biglietto potrà essere acquistato con le seguenti modalità: all’ingresso della manifestazione a 25 € oppure online, al seguente link: https://bit.ly/3qjJfTw, a 20 € (cauzione di 5 euro per il calice che sarà restituita alla riconsegna). Mentre per le masterclass si acquisterà un ticket specifico, in base alla proposta.
Sconti: sommelier: 20 € (Previa dimostrazione con tesserino valido anno corrente) e Fidelity Card Riserva Grande: 20 €.
Informazioni: www.riservagrande.com

La grande storia dei vitigni del Sud

Si tratta di aree geografiche sulle cui coste approdarono Fenici e Greci a partire dal XII sec. a.C. Questi popoli portarono dalla madre patria i vitigni più pregiati. E ancora oggi sono in gran parte presenti nel patrimonio ampelografico italiano (ossia la varietà di vitigni nel nostro paese che conta la maggior biodiversità al mondo).

In seguito, Etruschi e Romani resero celebri queste terre perché associate ai grandi vini del tempo. Si pensi a status symbol ante litteram come Falernum, Caecubum, Taburnum, presenti su tutte le tavole della nobiltà che contava. Vini osannati e raccontati anche da Plinio il Vecchio e da Virgilio.

Da sempre, inoltre, il Sud Italia è stato terra di conquista. Così il patrimonio ampelografico si è ulteriormente arricchito con le successive dominazioni, con i vitigni giunti da Francia e Spagna, assieme ad Angioini, Aragonesi, Borbone.

Una recente scoperta in Sardegna riscrive la storia

Come se non bastasse, l’importanza anche storica dei vini del nostro Sud si è ulteriormente arricchita grazie ad una scoperta risalente a meno di due anni fa che, in parte, riscrive la storia della viticultura dell’intero Mediterraneo occidentale, attuata ad opera dei ricercatori dell’Università di Cagliari. Nel sito nuragico di Sa Osa (OR) sono stati ritrovati semi di vitis vinifera (riconducibili alle famiglie di Vernacce e Malvasie), risalenti a circa 3000 anni fa, a dimostrazione che in Sardegna la viticoltura sia stata un fenomeno autoctono, e non importato da Fenici e Greci.

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