Dal nord al sud Italia, ecco un consiglio sui vini giusti da abbinare ai dolci tipici delle feste come il pandoro, il panettone, il panforte di Siena, gli struffoli e il buccellato di Palermo. L’abbinamento tra cibo e vino, infatti, da simbolo di status nobiliare è oggi un’occasione di piacere conviviale. Eppure ci si sente spesso disorientati nella scelta. La regola fondamentale è una: “è buono ciò che piace!”. Esistono però dei principi basilari, legati ad esperienze pratiche, fattori culturali e a ricerche scientifiche, che permettono di avere una guida. Ottima l’idea di scegliere vini tipici legati alla regione della specialità culinaria. E poi aromaticità, struttura e dolcezza si accostano per affinità, con le caratteristiche simili dei vini.

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Panforte di Siena e Vin Santo Chianti Classico DOC

Cosa abbinare al classico Pandoro? Un Recioto di Soave DOCG spumante: vino dolce e vellutato prodotto in Veneto con il vitigno autoctono Garganega. Una curiosità: si dice che lo stampo a stella del pandoro sia stato creato dal pittore impressionista Angelo Dall’Oca Bianca. Da provare il Perlit Recioto di Soave DOCG Spumante della Cantina di Soave a circa 14 euro.

Altro protagonista delle feste natalizie è il Panettone. L’errore più comune è l’abbinamento ad uno spumante brut (secco), che spesso fa percepire note amarognole e metalliche. Si dovrebbero, invece, usare vini spumanti dolci previsti dalle DOC Moscato dell’Oltrepò Pavese e Malvasia dei Colli Piacentini. L’accoppiata storica, però, è con l’Asti Spumante DOCG. Le bollicine ripuliscono il palato dal grasso utilizzato per la preparazione (di solito il burro), mentre l’aromaticità del vitigno bilancia quella della vaniglia e dei canditi. Da provare l’Asti Spumante DOCG della cantina Ceretto a circa 16 euro.

Vini consigliati

Con i suoi otto secoli di storia, il panforte di Siena, è uno dei prodotti made in Italy più amati al mondo. Sarà per l’inconfondibile sentore di spezie e il retrogusto di frutta secca e candita… leggero nella versione bianca e più intenso in quella nera. Restiamo in terra toscana per quanto riguarda il vino. Sono due le chicche tra cui scegliere: il Vin Santo del Chianti Classico DOC e il Moscatello di Montalcino Vendemmia Tardiva DOC. Da provare il Vin Santo Chianti Classico DOC 2011 della cantina Lamole di Lamole a 17 euro.

Nell’Olimpo dei dolci non potevano mancare gli struffoli: simbolo della napoletanità. Le ricette sono infinite e differiscono per tanti piccoli dettagli: dal tipo di liquore alla varietà degli agrumi, dalla presenza o meno di canditi fino alla decorazione. Anche in questo caso si predilige l’accoppiata regionale con un vino Irpinia Fiano DOC oppure una Falanghina del Sannio DOC (sempre in versione passito). Da provare il Melizie Irpinia Fiano Passito DOC di Mastroberardino a 19,90 euro.

La sontuosità della pasticceria siciliana si ritrova anche nei suoi vini passiti, celebri a livello internazionale. Uno dei dolci iconici delle festività è il buccellato di Palermo: un involucro di pastafrolla che racchiude una farcia di fichi secchi, noci, mandorle, uva sultanina e spezie. L’abbinamento consigliato è con una Malvasia delle Lipari Passito DOC prodotta con le uve omonime e una piccola percentuale di Corinto Nero nell’arcipelago delle Isole Eolie. Da provare la Malvasia della Tenuta di Castellaro a circa 28 euro.

Buccellato di Palermo e Malvasia delle Lipari
Buccellato di Palermo e Malvasia delle Lipari

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