Se c’è una regione nella quale le melanzane hanno trovato la massima consacrazione in cucina, quella è la Sicilia. Oggi, ci soffermiamo, in particolare, sulle mulincianeddi abbuttonati o mulinciani ghini ossia le melanzane alla messinese. Esistono due tipi di ripieno: a base di carne o vegetariano. Per l’abbinamento, il consiglio del sommelier è di scegliere un vino rosso della Sicilia nord-orientale: la DOC Faro a base di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio (scopri di più su Guida al vino Faro DOC). Un altro ottimo accompagnamento regionale è con il Cerasuolo di Vittoria prodotto con i vitigni Nero d’Avola e Frappato. Interessanti anche i potenti rosati calabresi dell’area di Cirò che permettono di riscoprire un autoctono dalle grandi potenzialità come il Gaglioppo. Oppure si possono provare i rosé di Puglia e Basilicata rispettivamente da uve Nero di Troia e Aglianico del Vulture. Ecco di seguito 5 etichette consigliate e la ricetta spiegata passo per passo. 

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  • Sicilia – Faro DOC prodotto dalla cantina Palari di Messina, prezzo medio 35 euro
  • Sicilia – Cerasuolo di Vittoria Classico Etichetta Nera DOCG prodotto dalla cantina Avide di Comiso (Ragusa), prezzo medio 12 euro
  • Calabria – Cirò DOP Rosato prodotto dalla cantina Cote di Franze di Cirò Marina (Crotone), prezzo medio 9 euro
  • Puglia – Nero di Troia Rosé prodotto dalla Biocantina Giannattasio di Trinitapoli (Barletta-Andria-Trani), prezzo medio 9 euro
  • Basilicata – Il Rogito Basilicata IGT prodotto dalle Cantine del Notaio di Rionero in Vulture (Potenza), prezzo medio 13 euro

La ricetta

Ingredienti per 4 persone 8 melanzane viola piccole messinesi (se non trovate quelle tipiche siciliane cercate di utilizzare quelle di forma rotonda e di 10 cm circa di lunghezza), 5 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato, 5 cucchiai di pane grattugiato, 80 gr di formaggio tipo caciocavallo fresco, 500 gr di pomodori pelati, 2 uova sode, 8 capperi sotto sale, 2 spicchi di aglio, olio extravergine di oliva, prezzemolo un mazzetto, sale q.b. Potete aggiungere a vostra scelta mortadella o prosciutto cotto tagliato a tocchetti.

  • Questa ricetta è molto gustosa e succulenta, in particolare perché prevede due cotture, prima la frittura e poi un passaggio nel forno.
  • Per cominciare, tagliare la parte superiore delle melanzane in modo da formare dei coni a punta che serviranno in seguito come tappi.
  • Attraverso l’apertura appena creata, scavare le melanzane con un coltellino lasciando integra la parte esterna.
  • Unire mano a mano tutta la polpa delle melanzane appena scavate su un tagliare e sminuzzarla in piccoli pezzi.
  • In una padella antiaderente aggiungere olio extravergine di oliva, fare riscaldare, e soffriggere la polpa di melanzane appena triturata per 5 minuti.
  • A questo punto è tempo di preparare il ripieno. Alla polpa di melanzane appena soffritte, aggiungere il pane grattugiato, il formaggio tagliato a dadini (con caglio vegetale per la versione veggy), il prezzemolo tritato finemente, l’uovo sodo tagliato a fette, i capperi, amalgamando il tutto con l’olio e aggiustando di sale (questa base vegetariana può essere insaporita con l’aggiunta di mortadella e prosciutto).
  • Riempire le melanzane con la farcia appena preparata e poi chiudere ogni ortaggio con il “tappo” che era stato tenuto da parte nella fase iniziale.
  • Ora è tempo del secondo passaggio in padella per soffriggere anche la parte esterna della melanzana ormai ripiena.
  • Ungere la padella con mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva. Una volta che si sarà riscaldato far rosolare l’aglio e le melanzane, girandole con cura in modo da far cuocere in modo omogeneo tutta la superficie della buccia.
  • Inserire le melanzane in una terrina.
  • Nella padella appena utilizzata per le melanzane far cuocere per 10 minuti i pomodori pelati, aggiustando di sale.
  • Aggiungere il sugo alle melanzane nella terrina e infornare per 15 minuti a 180 gradi nel forno già preriscaldato.
  • Attenzione, prima di servirle bisogna farle intiepidire. Un consiglio, sono ancora più buone riscaldate il giorno dopo.

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