Sono 9 le cantine italiane in grado di competere e addirittura superare i più blasonati brand francesi nel campo dei vini di lusso. Lo dimostra una delle più importanti riviste di settore al mondo, l’autorevolissimo The Drink Business, che ha pubblicato la top 100 del 2016 secondo il Liv-ex, l’indice del mercato secondario dei fine wines, che monitora l’andamento degli scambi delle griffe enoiche più quotate, di cui il 75% di Bordeaux.

A rappresentare l’Italia sono solo due regioni Toscana e Piemonte con nomi iconici come Gaja al 47° posto della classifica generale, Masseto al 51°, Sassicaia al 55°, Giacomo Conterno al 59°, Ornellaia al 73°, Tignanello all’84°, Solaia all’86°, Bruno Giacosa all’87° e Petrolo al 91°.

La barricaia del Masseto, pregiato vino cru di Bolgheri

Nelle prime cinque posizioni della classifica generale spiccano i grandi nomi di Bordeaux: Lafite Rothschild, Mouton Rothschild, Margaux, Haut-Brion e Latour. Ma le sottoclassifiche presentano delle sorprese. Il Sassicaia, primo (e per ora unico) vino italiano di una specifica cantina, che, come succede in Francia per altri pochissimi vini celeberrimi, ha una DOC riservata appositamentente, è primo per quantità di bottiglie vendute. Masseto, il pregiato Merlot fra i più prestigiosi rossi di Bolgheri, è nelle top ten dei prezzi medi, in cui s’insedia all’8° posto con 4.619 sterline a cassa. Il Barolo di Giacomo Conterno, invece, conquista il 9° posto a livello mondiale per la migliore performance nel prezzo, che cresce del 24%.

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