A poco più di 50 chilometri dalla Costiera Amalfitana e 70 da Napoli si trova la destinazione enoturistica per eccellenza della Campania. Si tratta dell’Irpinia: territorio storico-geografico ricompreso per la maggior parte nella provincia di Avellino, e terra d’elezione dei più grandi vini campani come il Greco di Tufo (bianco), il Fiano di Avellino (bianco) e il Taurasi (rosso). Questi tre vini sono tutti a DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) ai quali si aggiunge l’Aglianico del Taburno (rosso) del Beneventano.

La vigna storica I Patriarchi viti centenarie di Aglianico a piede franco della cantina Feudi di San Gregorio
La vigna storica I Patriarchi viti centenarie di Aglianico a piede franco della cantina Feudi di San Gregorio

Il turismo in Irpinia non è di massa, ed è forse per questo che il secolare patrimonio etno-antropologico è ancora vivo nelle manifestazione carnascialesche, nei grandiosi carri di paglia, nei riti arcaici della Settimana Santa, nei falò propiziatori e nelle leggende tramandate oralmente. E poi ci sono manifestazioni contemporanee che uniscono musica, enogastronomia e cultura come lo Sponz Fest del cantautore Vinicio Capossela.

Paesaggio irpino
La tirata del Carro di Mirabella Eclano in onore della Madonna Addolorata. Foto di Gianfranco Capodilupo www.capodilupo.it
La tirata del Carro di Mirabella Eclano in onore della Madonna Addolorata. Foto di Gianfranco Capodilupo www.capodilupo.it

Le fertili ceneri vulcaniche regalano sfumature olfattive e gustative senza eguali ai vini, che sono caratterizzati da una intensa nota sapido-minerale, ma anche ai frutti della terra: come la Cipolla Ramata di Montoro, l’olio dell’Ufita, il Tartufo nero di Bagnoli, la Castagna di Montella IGP o le nocciole irpine. A questo si aggiunge la sapienza e la manualità dell’uomo nell’arte casearia e salumiera.

Bagnolese, laticauda, carmasciano tre declinazioni per il pecorino irpino. Il Pecorino se stagionato si accompagna a vini rossi morbidi come un Aglianico molto invecchiato, se fresco invece con un bianco strutturato e morbido come un fiano vendemmia tardiva
Bagnolese, laticauda, carmasciano tre declinazioni per il pecorino irpino. Il Pecorino se stagionato si accompagna a vini rossi morbidi come un Aglianico molto invecchiato, se fresco invece con un bianco strutturato e morbido come un fiano vendemmia tardiva
Fasi di lavorazione del pecorino bagnolese
Fasi di lavorazione del pecorino bagnolese nella Cooperativa Agricola Pecorino Bagnolese (www.pecorinobagnolese.com)

Il Pecorino Bagnolese è prodotto con il latte di una razza ovina autoctona a limitata diffusione e per questo inserita nel progetto Arca del Gusto di Slow Food. I pascoli ad alta quota e la lavorazione artigianale conferiscono genuinità a questo formaggio tipico, da provare in abbinamento ad un vino da uve Aglianico se stagionato più di otto mesi.

Dolce e delicatamente aromatica, anche la Cipolla Ramata di Montoro è uno dei prodotti inseriti nell’Arca del Gusto. Il nome deriva dagli splendidi riflessi delle bucce esterne. Al suo interno presenta un’alternanza di bianco e carminio. Si esalta in preparazioni culinarie caratterizzate da lunghe cotture. Questo particolare ecotipo è stato selezionato ormai da secoli dai contadini del Montorese, al confine tra le provincie di Avellino e Salerno.

Prodotti tipici

Torrone dell’Irpinia, Olio extravergine di oliva “Irpinia-Colline dell’Ufita” DOP, Nocciole irpine,
Castagna “Marrone di Santa Cristina”, Castagna di Serino, Castagna di Montella IGP, Tartufo nero di Bagnoli, Pane di Montecalvo Irpino, Salame di Mugnano del Cardinale

Prodotti tipici dell'Irpinia
Prodotti tipici dell’Irpinia
I Vini Docg Irpini
  • Fiano di Avellino: è prodotto con uve Fiano (min 85%) in 26 comuni della provincia di Avellino. Rappresenta una delle punte di diamante dell’enologia bianca nel Meridione: acidità, finezza e incredibile propensione all’invecchiamento lo rendono uno dei vini più apprezzati da neofiti e appassionati.
  • Greco di Tufo: è prodotto con uve Greco (min 85%) ed eventualmente Coda di volpe (max 15%) in 8 comuni della provincia di Avellino nelle tipologie bianco e spumante. La coltivazione della vite nell’area si perde nella notte dei tempi.
  • Taurasi: è prodotto con uve Aglianico (min 85%) in 17 comuni della provincia di Avellino nelle tipologie rosso e rosso riserva. Questo antichissimo vitigno è probabilmente originario della Grecia. Si ritiene che sia stato introdotto in Italia intorno al VII-VI secolo a.C. e Tito Livio lo cita nel suo Ab Urbe Condita.
Azienda Agricola Antonio Caggiano
Azienda Agricola Antonio Caggiano
La cantina di Quintodecimo. Vignaioli in Mirabella Eclano
La cantina di Quintodecimo. Vignaioli in Mirabella Eclano
Visite in Cantina

Mastroberardino Atripalda, Avellino
Quintodecimo Mirabella Eclano, Avellino
Cavalier Pepe  Sant’Angelo all’Esca, Avellino
Feudi di San Gregorio Sorbo Serpico, Avellino
Antonio Caggiano  Taurasi, Avellino

Informazioni turistiche

www.irpiniaturismo.it
www.viaggioinirpinia.it
www.eptavellino.it

Mastroberadino winery farm
La cantina e i vigneti di Mastroberadino

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *