L’Aglianico è considerato il Barolo del Sud. L’edizione online del New York Times, in un articolo a firma del critico gastronomico Eric Asimov, ha dedicato uno speciale al vitigno simbolo della Campania e della Basilicata da cui si ottiene uno dei grandi rossi italiani.

Vite secolare di Aglianico a Taurasi (www.vinotaurasi.it)
Vite secolare di Aglianico a Taurasi (www.vinotaurasi.it)
Basilicata, i vigneti di Aglianico a Barile della Cantina Paternoster
Basilicata, i vigneti di Aglianico a Barile della Cantina Paternoster

La maggior parte dei vini degustati dagli esperti del New York Times era di provenienza campana, regione che ha una gamma di denominazioni. Il gruppo di esperti ha provato 20 bottiglie di Campania e Basilicata. Taurasi è risultata quella più famosa e prestigiosa, forse a buon ragione tanto che tre dei migliori quattro vini selezionati erano dei Taurasi.

I vini selezionati dal New York Times. Da sinistra, Salvatore Molettieri Irpinia Aglianico Cinque Querce 2010, Benito Ferrara Irpinia Aglianico Quattro Confini 2013 e Il Cancelliere Irpinia Aglianico Gioviano 2010

Così scrive il critico Asimov: “L’Aglianico è forse il meno conosciuto dei grandi rossi d’Italia, almeno negli Stati Uniti. Non ha forse il rispetto di un nebbiolo del Piemonte o di un Sangiovese della Toscana, né è un vino di moda come può esserlo un Nerello Mascalese della Sicilia. Questo ci spiega in parte perché per gli americano è quasi un’impresa trovare buoni Aglianico”.

“Eppure – continua Asimov – l’Aglianico soddisfa i criteri di grandezza dei rossi. Le uve Aglianico possono essere sia potenti che delicate, di lungo invecchiamento e di meditazione, specialmente quando coltivate da mani attente e rispettose”. Leggi l’articolo del New York Times di Eric Asimov

Le storiche Cantine Antonio Caggiano a Taurasi, Avellino
Le storiche Cantine Antonio Caggiano a Taurasi, Avellino

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