Dal dégorgement à la volée sul Monte Bianco fino agli spumanti di lava, non c’è niente di più cool delle bollicine “autoctone”. Ecco 4 etichette prodotte con i vitigni della tradizione, alcune estreme e con uve salvate dall’estinzione, assolutamente da provare.

Valle d’Aosta, Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle. Gli esclusivi spumanti, il vitigno Prié-biotipo Blanc de Morgex a Pergola bassa Valdostana e la fase del remuage.

4 grandi spumanti da vitigni autoctoni da degustare

Se le perle enologiche di Soldati La Scolca hanno da tempo conquistato il jet set internazionale, da Obama alla regina Elisabetta, da Sophia Loren a David Bowie, non fa eccezione il loro Brut Millesimato d’Antan. L’uvaggio? Il vitigno piemontese Cortese vinificato in purezza.

Esclusività allo stato puro per cento fortunati, se parliamo del valdostano Cave du Vin Blanc de Morgex et de la Salle Metodo Classico Brut Cuvée des Guides. Il mosto viaggia in elicottero e l’affinamento avviene ad una quota di 2600 metri.

Per chi ama i blanc de noir, l’Etna sa offrire grandi interpretazioni come l’Extra Brut Murgo da Nerello Mascalese. Un vitigno che ha aspetti organolettici che ricordano il Pinot Noir e che ha fatto parlare della Sicilia come la nuova Borgogna.

Dal boom mondiale del Prosecco (da uve Glera) ai vitigni reliquia salvati dall’estinzione come il Susumaniello usato in purezza nel Sumaré rosé di Tenute Rubino, l’italian style sa riempire la flute di fascino.

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