Vino Albugnano DOC: il Nebbiolo che punta su equilibrio, eleganza e grande bevibilità da subito

Il vino Albugnano è il Nebbiolo che punta su equilibrio, eleganza e grande bevibilità da subito. Si tratta di una DOC piemontese di nicchia. Infatti, è prodotta solamente da 20 cantine in tutta Italia. Scopri di più su questo affascinante vino, a cominciare dagli aromi, passando per gli abbinamenti più adatti, fino alle cantine. E se sei interessato a conoscere meglio il panorama enologico italiano puoi cliccare sul tag Vini nord Italia che trovi alla fine dell’articolo. Tra i vini di cui abbiamo parlato c’è anche il celebre Amarone.

Paesaggio del Comune di Albugnano (Asti)

Quali sensazioni puoi provare bevendo un vino Albugnano DOC

Un tipico Albugnano DOC ha un colore rosso rubino con una velatura che tende all’arancio anche nelle versioni più giovani. Si caratterizza per la grande bevibilità da subito. Il corpo è snello, mentre colpisce per l’equilibrio tra acidità e tannicità. Ogni vino è unico, ma nella nostra degustazione comparata di 10 campioni abbiamo riscontrato come costante un bouquet di spezie dolci (chiodi di garofano), che si armonizza con i sentori di viola e frutta rossa sotto spirito. La speziatura è più importante nei vini di vetta, mentre quelli dei terreni argillosi con altitudine inferiore sono più robusti e morbidi. Particolarmente interessanti le note animali (pellame di buona qualità), tabacco fresco, caffé, caramello, che se da un lato rendono il vino profondo, dall’altro aggiungono eleganza e personalità. Inoltre, con il passare degli anni si aggiunge una nota balsamica fresca e pimpante con chiusura al burro di cacao (in particolare nei vini da terreni gessosi). Al palato è piacevole e fresco. Punta molto sui tannini: fitti, eleganti, che danno struttura al vino.

Con quali piatti puoi abbinarlo

L’Albugnano DOC trova l’abbinamento ideale con i piatti della tradizione regionale, primo tra tutti il bollito misto alla piemontese che prevede l’uso di sette tagli di carne di manzo. Perfetto anche con i plin alle tre carni (tasche di sfoglia all’uovo ripiene con vitello, maiale e coniglio) oppure i ravioli d’asino. Passiamo, invece, a piatti più diffusi e comuni che puoi realizzare anche a casa. Puoi accompagnare aperitivi o antipasti con salumi molto stagionati. Ottimo è l’abbinamento con minestre di legumi molto ricche, come ad esempio quelle con fagioli e pancetta. Oppure con le carni cotte alla brace o alla piastra. Inoltre, è un vino che può accompagnare con gusto anche la selvaggina da pelo come la lepre e il cinghiale.

Quali sono le cantine che lo producono?

Attualmente sono solo 20 le cantine che producono il vino Albugnano DOC. Tra queste 15 realtà si sono riunite in un’associazione per dare un’identità ben riconoscibile al vino. Il progetto si chiama Albugnano 549 ed è molto recente (parte infatti nel 2017). Lo scopo è quello di cercare di esaltare nel modo migliore il Nebbiolo in questo areale specifico. In particolare, l’enologo dell’associazione Giampero Gerbi ci ha raccontato che la scelta è stata quella di puntare sul vitigno Nebbiolo in purezza (anche se non previsto obbligatoriamente dalla DOC), su macerazioni più lunghe e affinamenti in botte per 18 mesi in modo che il passaggio in legno sia il meno invasivo possibile. Ad oggi questa è la direzione che i produttori stanno via via seguendo.

I produttori dell’associazione Albugnano 549

Dove e con quali vitigni si produce?

Albugnano è il nome di un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata (dal 1997), che può essere prodotto solo in 4 comuni del Monferrato Astigiano: Albugnano appunto, ma anche Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito e Pino d’Asti.

L’area che si estende verso il confine occidentale del Monferrato, patrimonio Unesco, con i Comuni di Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito e Pino d’Asti.

Qui le colline si impennano ad altitudini maggiori rispetto a tutta l’area nord-astigiana, ad oltre 400 metri, prima di digradare verso il Po e la pianura. L’altitudine massima è 549 metri, e da qui deriva il nome dell’associazione di cui abbiamo parlato prima. I vitigni usati per la vinificazione previsti dal disciplinare sono Nebbiolo 85%, Freisa, Barbera, Bonarda (da soli o congiuntamente): massimo 15%.

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