La chiave di accesso al mondo enologico di Claudio Quarta è nel rapporto con i territori scelti per le sue cantine, storicamente vocati alla viticoltura. C’è il Salento del Salice Salentino e quello del Primitivo, ma anche l’Irpinia del Fiano, del Greco di Tufo, della Falanghina e dell’Aglianico. Tre cantine diverse una dall’altra, ma accomunate da un mix formidabile di arte, territorio, paesaggio, bellezza e in cui l’autoctonia è un elemento culturale prima ancora che produttivo. (Moros, il Salice Salentino Riserva che ha conquistato gli USA)

Claudio Quarta degusta il suo vino nell'antica stalla di Tenute Eméra a Lizzano
Claudio Quarta degusta il suo vino nell’antica stalla di Tenute Eméra a Lizzano
Tenute Eméra a Taranto
Taranto. Tenute Eméra

è la più grande delle cantine di Claudio Quarta, situata nel cuore delle DOP di Manduria e Lizzano in Puglia. Un grande vigneto a ridosso del mare che si estende su una proprietà di circa 80 ettari, di cui quasi 50 vitati nel 2007. Una bellezza struggente accoglie il visitatore, che troverà immerso nei vigneti l’antico Casino Nitti, appartenuto al primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia del primo dopoguerra, Francesco Saverio Nitti (1919-20). La masseria-cantina ospita al suo interno gli antichi palmenti dei primi del ‘900 che, una volta ultimato il recupero in corso, saranno utilizzati per far rivivere l’emozione della tradizionale pigiatura dell’uva con i piedi.

Cantina Sanpaolo ad Avellino
Avellino. Cantina Sanpaolo

sorge in un’area collinare, a cavallo fra le province di Avellino e Benevento, integrandosi perfettamente col paesaggio. Qui si coltivano le uve a bacca bianca che danno origine al Greco di Tufo Docg, al Fiano di Avellino Docg e alla Beneventano Falanghina Igp, insieme al pregiato Irpinia Aglianico Dop da cui nasce l’omonimo vino ed il più prestigioso Taurasi Docg.

La bottaia di Cantina Moros a Lecce
Lecce. Cantina Moros

Cantina Moros sorge nei pressi della stazione ferroviaria del paese come esigeva la cultura di un tempo, quando il vino fungeva da prodotto “da taglio” per rinvigorire vini di altre aree geografiche. Grazie al restauro conservativo del vecchio opificio, le vasche sotterranee, in passato utilizzate per lo stoccaggio del vino, sono tornate a nuova vita e oggi custodiscono le botti per l’affinamento del Salice Salentino Dop Riserva, “Moros”. Informazioni e contatti www.claudioquarta.it

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *