Il 2011 ha segnato un turning point per gli amanti dei vini in anfora di Joško Gravner: l’espianto del vigneto Njiva e la fine della produzione del Pinot Grigio. Una scelta che lascia spazio a percorsi narrativi inediti che si baseranno su due soli vitigni con cui in futuro verranno creati tutti i vini della cantina di Oslavia (Gorizia). “È il momento di un nuovo inizio – spiega Joško Gravner. I nostri prossimi vini saranno prodotti solo con uve Ribolla e Pignolo. L’ultimo Pinot Grigio è per noi molto importante perché scrive il prossimo cerchio”.

Prima del rilascio in commercio del fatidico 2011 bisognerà attendere ancora, intanto il 2016 è l’anno del Pinot Grigio Riserva 2006. Un vino in purezza realizzato in edizione limitata: solo 1500 bottiglie con un costo al pubblico di circa 110 euro. Al quale seguiranno solo le annate 2007, 2009 e 2011 (appunto).

Joško Gravner tra le sue anfore
Le anfore georgiane interrate di Josko Gravner

Il Pinot Grigio 2006 è stato fatto fermentare in anfore georgiane interrate, con lunga macerazione con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura. Dopo la svinatura e la torchiatura (in aprile), ha cominciato il suo affinamento prima in anfora per 5 mesi, poi in grandi botti di rovere per 6 anni. L’anno dell’imbottigliamento è stato il 2013, con luna calante senza alcuna chiarifica o filtrazione. Dopo tre anni di ulteriore affinamento in bottiglia è pronto per il mercato. Come tutti i bianchi di Gravner va servito a temperatura di cantina di 16-18° C.

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