Migliori vini al mondo: annunciati i 20 best of the best del concorso IWSC 2022

Eccoci con il consueto appuntamento con le più importati classifiche dedicate ai migliori vini al mondo del 2022. Ed in particolare, questa è la Top 20 dell’International Wine & Spirit Competition (IWSC). I giudici, infatti, si sono riuniti per assaggiare nuovamente i medagliati del 2022 per decretare i 20 best of the best tra oltre 4000 vini. Trovi l’elenco completo dei vincitori a questo link al sito ufficiale. Inoltre, se ti interessa approfondire questo argomento puoi cliccare sui Tag concorsi enologici e classifiche oppure leggere il nostro articolo I più importanti concorsi al mondo.

L’edizione 2022 in 3 righe

Sono 20 i migliori vini al mondo del 2022. Ce n’è per tutti i gusti: 5 rossi fermi, 5 bianchi fermi, 3 spumanti, 5 fortificati e 2 da dessert. Novità: un orange wine (inserito nella categoria bianchi) e due nuove regioni in classifica: Messico e Inghilterra. Ottima la performance del Sud Africa che piazza ben 4 vini.

I 5 migliori vini rossi al mondo vengono da Italia, Messico, Inghilterra, Canada e Sud Africa

Una riconferma e tante sorprese per la top 5 dei vini rossi. Tra i migliori vini rossi al mondo c’è il toscano Cercatoja 2017, Tenuta del Buonamico. Per la prima volta un vino fermo dal Messico è premiato. Si tratta dell’Edición Limitada Cabernet Franc 2020, Monte Xanic. Anche l’Inghilterra, per la prima volta, raggiunge la vetta con il Lyme Bay Winery’s 2020 Pinot Noir. Infine, il Canada con il Small Blessings Cabernet Sauvignon 2019 from Blasted Church Vineyards e il Sud Africa con il Reserve Pinotage 2016, Rijk’s Cellar

Scopriamo qualcosa di più sul miglior vino italiano

L’unico rosso italiano in classifica è il Cercatoja 2017, Tenuta del Buonamico. Ha un punteggio di 96 e un prezzo di 22,90 euro sullo shop online della cantina. Questo fa capire come si può bere bene senza spendere una fortuna. I vitigni sono Sangiovese, Syrah, Cabernet Sauvignon. Perché berlo? Per i “sentori di cuoio e legno di sandalo. Cioccolato, ciliegie e fichi avvolgono i sensi, accompagnati da gradevole freschezza. Prugne e tè nero giocano un ruolo forte assieme a una spiccata vivacità. Un fantastico esempio di vino guidato dal terroir”.

I 5 migliori vini bianchi al mondo vengono da Sud Africa, Georgia e Nuova Zelanda

Il paese con la performace migliore è il Sud Africa con ben tre vini da Western Cape: il Barrique 2019, Vrede en Lust, il GPS Series Sauvignon Blanc-Semillon 2020, Richard Kershaw Wines, e il The Vineyard Collection Grenache Blanc 2021, Perdeberg Wines. La Nuova Zelanda conquista la vetta con il 125 Chardonnay 2020, Trinity Hill. Infine, un orange wine è per la prima volta in classifica. Si tratta del Kartuli Vazi Select Orange Rkatsiteli 2020, Tifliski Vini Pogreb dalla regione di Kakheti.

L’Italia in fatto di bollicine è il top

Sono solo tre gli spumanti che hanno conquistato i palati dei giudici. Tra questi l’Italia piazza 2 etichette. Il Terra De Ru Extra Dry 2021, Cantina Bernardi, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e il Brut NV Anna Spinato, Prosecco Valdobbiadene Superiore Di Cartizze. Non poteva mancare il re delle bollicine francesi: lo Champagne con il Brut 2014 (Magnum) Piper-Heidsieck.

Scopriamo qualcosa di più sulle migliori bollicine italiane

Il Prosecco piace molto. E le due etichette entrate nei Best of the best lo dimostrano. Partiamo con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Terra De Ru Extra Dry 2021 della Cantina Bernardi. Ha un punteggio di 95. Il vitigno è il Glera in purezza. Perché berlo? I giudici lo hanno trovato molto profumato e seducente. Con esuberanti note di pera, melone, mela matura, arancia, spezie dolci, gelsomino. Le sensazioni burrose percepite con l’olfatto si trovano poi anche in bocca. Il sorso è fresco, armonioso con una buona acidità“.

Il secondo Prosecco è un Superiore Di Cartizze della cantina Anna Spinato. Ha un punteggio di 95 e un prezzo di 24,15 euro sullo shop online della cantina. Il vitigno è il Glera in purezza. Perché berlo? Per il “naso elegante di erbe selvatiche, sorretto da una acidità che ricorda il lime all’assaggio. Al palato bella l’intensità della parte fruttata che ricorda la pera, la pesca nettarina e la buccia della mela verde. Chiude con una nota minerale sul finale“.

Vini fortificati: i più buoni sono spagnoli e portoghesi

  • Viña Dulce Nombre NV, Gonzalez Byass S.A, Xerez, Spagna
  • Oloroso VORS NV, Emilio Lustau, Xerez, Spagna
  • Malvasia 20 YO Sweet NV, Justino’s Madeira Wines, S.A. Portogallo
  • Single Cask Sercial Dry 2005, Justino’s Madeira Wines, S.A., Portogallo
  • Superior Moscatel  2010, Casa Ermelinda Freitas, Portogallo

Il commento della giudice Dirceu Vianna Junior MW

“Ogni paese, ogni regione, ogni produttore può vincere. Il fatto che ci siano premiati dal Messico, dalla Colombia Britannica e dall’Essex lo dimostra. Naturalmente, non mancano esempi eccezionali dei grandi classici del mondo”.

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