È l’unico vino prodotto interamente sull’isola azzurra. Si tratta del Capri della cantina Scala Fenicia, guidata da Andrea e Filippo Koch. Questo bianco a DOC (Denominazione di Origine Controllata) ha una caratteristica distintiva: è definito “eroico”, perché nasce su una piccola isola, da vigneti impervi a picco sul mare. Proprio nel 2017 è stato premiato al concorso Mondial des Vins Extremes. Dentro ogni calice si ritrova tutto il fascino caprese, sprigionato dai vitigni della tradizione: Greco, Biancolella e Falanghina.

Ogni sorso richiama alla mente la salsedine marina, che si ritrova al naso nelle intriganti note iodate e in bocca nella stuzzicante sapidità finale. La verve acida dona freschezza e piacevolezza alla beva. Mentre la trama olfattiva è un omaggio alla mediterraneità: ginestra, erbe aromatiche e agrumi.

Chiudendo gli occhi, già si immaginano Capri e gli antichi vigneti da cui questo vino nasce. Affacciati sul mare, tenuti stretti al monte dai muretti a secco, circondati da ulivi ed essenze meditarranee e soprattutto maritati alle piante di limone, secondo l’antico sistema detto puteolano, che raggiunge i quattro metri di altezza. Custodite, infine, da Giggino e Gilda Esposito, i saggi coloni di casa Koch.

“Quando si pensa a Capri, si immaginano la Grotta Azzurra, i Faraglioni, i personaggi della cultura che l’hanno frequentata, la vita mondana. Più difficile immaginare che sull’isola si produca anche vino. O meglio, si produca ancora vino. Scala Fenicia è l’unica realtà che, con grande determinazione e fierezza, coltiva la vite, vinifica e imbottiglia il Capri Doc, tutte le fasi della produzione avvengono a Capri, la tracciabilità e la trasparenza sono complete”, afferma afferma Andrea Koch, musicista sperimentale, alla guida della cantina insieme a Filippo Koch,  designer (l’elegante etichetta con il profilo/periplo dell’isola, porta la sua firma).

Il Capri Scala Fenicia è infatti un vino di territorio, fin dall’origine. Il processo di vinificazione, curato dall’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, è improntato alla salvaguardia delle caratteristiche organolettiche dei vitigni. Dopo la vendemmia esclusivamente manuale, viene pressato delicatamente e poi conservato, dopo la fermentazione, in tini d’acciaio a temperatura controllata. Il vino viene quindi imbottigliato ed etichettato nella cantina ottocentesca (link all’articolo sulla cantina Scala Fenicia).

La spettacolare vendemmia manuale delle viti allevate alla puteolana. A destra uno scorcio della Scala Fenicia che si inerpica sul costone roccioso

“L’azienda pur avendo iniziato a imbottigliare solo dal 2010 ha ottenuto anche altri riconoscimenti ed è stata selezionata nelle ultime quattro edizioni del Merano Wine Festival nella sezione Agricolture Eroiche – continua Andrea -. Il premio internazionale al concorso Mondial des Vins Extremes è importantissimo per far conoscere Scala Fenicia.”

Veniamo ora alla parte più importante. Con cosa bere questo vino bianco. Ottimo come aperitivo, è il compagno ideale dei piatti di mare, come la sogliola alla mugnaia o degli spaghetti con gamberi e zucchine. Da provare con gli spaghetti alle vongole (link alla ricetta e ad altri abbinamenti). Per chi è in visita a Capri, il consiglio è di degustarlo con la ricca gastronomia dell’isola: ad esempio i totati con le patate, la pezzogna all’acqua pazza o l’insalata alla caprese.

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